mercoledì 21 settembre 2011

GIACINTI AURITI, uomo di coraggio

Sono fermamente convinto che per essere una brava persona, soprattutto coraggiosa, sia necessario affidare il proprio Essere alla Trascendenza. Senza fiducia in essa, non c'e' motivo di difendere la Verita', in quanto solo l'esistenza materiale diventa degna di tutela. 
Giacinto Auriti e' stato un grande giurista dei tempi nostri, cattolico credente (ma non per questo bigotto tontolone), grande studioso di storia ed economia. Ho trovato sul web un bellissimo pezzo del 2001, che vale la pena di leggere e capire a fondo. 


Le parole di Satana
La schiavitù monetaria: una mostruosità storica nata nel 1694 con la Banca dInghilterra
Goethe affermava che «nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo». Questo principio è particolarmente valido per il sistema monetario vigente. Il cittadino si illude di essere proprietario dei soldi che ha in tasca, mentre ne è debitore. La banca, infatti, emette la moneta solo prestandola, sicché la moneta circola gravata di debito. Il segno della schiavitù monetaria è data dal fatto che la proprietà nasce nelle mani della banca o, per meglio dire, del banchiere che emette prestando e prestare è prerogativa del proprietario. La moneta, invece, deve nascere di proprietà del cittadino perché è lui che, accettandola, ne crea il valore; tanto è vero che, se si mette un governatore a stampare moneta in un isola deserta, il valore non nasce perché, mancando la collettività, viene meno la possibilità stessa della volontà collettiva che causa questo valore. Come ogni unità di misura (e la moneta è la misura del valore) anche la moneta è una convenzione.
Quando la moneta era d’oro chi trovava una pepita se ne appropriava senza addebitarsi verso la miniera. Oggi al posto della miniera c’è la Banca Centrale, al posto della pepita un pezzo di carta, al posto della proprietà il debito.
Non si può comprendere come sia stata possibile questa mostruosità storica (nata nel 1694 con la Banca d’Inghilterra e con l’emissione della sterlina) se non si muove dalla definizione della moneta  strumento (sterco) del demonio. La verità di questa definizione è stata avvertita anche da San Francesco d’Assisi quando vietava ai padri questuanti di ricevere oboli in moneta. Noi ora ne dimostreremo la piena fondatezza sulla base delle stesse parole di Satana che stanno nel Vangelo.
Satana, nel Vangelo, parla tre volte. Dopo il digiuno di Cristo nel deserto, Satana Gli dice: «Tramuta le pietre in pane». Per lo più queste parole sono interpretate nel senso di considerarle come tentazione in quanto Cristo era affamato e mangiare pane sarebbe stato motivo della tentazione. Questa interpretazione non è accettabile perché la tentazione è sempre relativa ad un peccato e mangiare pane dopo quaranta giorni di digiuno è moralmente ineccepibile. Dunque la giustificazione delle parole di Satana va intesa diversamente e chi ci dice come interpretare le parole di Satana è proprio Cristo quando, rispondendo a Satana, afferma (Matteo 4,4): «Sta scritto, non di solo pane vive luomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Ciò che sorprende in questa frase di Gesù è la novità della proposta, mai considerata dai teorici dell’interpretazione, di dedurre il significato delle parole non dalla loro espressione letterale, ma dalla bocca che le pronuncia. Quelle parole erano uscite dalla bocca di Satana; sicché per interpretarle esattamente va considerata l’ipotesi, peraltro assurda, che Cristo avesse accettato l’invito di Satana e trasformato le pietre in pane. In tal caso avrebbe potuto ben dire a Cristo: «Tu puoi mangiare pane per mio merito perché io Ti ho dato il consiglio di trasformare le pietre in pane». Quindi Cristo sarebbe stato trasformato da padrone a debitore del Suo pane.
A ben guardare questa ipotesi si verifica puntualmente nell’emissione della moneta nominale. Quando la Banca Centrale emette moneta prestandola, induce la collettività a crearne il valore accettandola, ma contestualmente la espropria ed indebita di altrettanto, esattamente come Satana avrebbe fatto se Cristo avesse accettato l’invito di trasformare la pietra in pane. Se si mette al posto della pietra la carta, ed al posto del pane l’oro, al posto di Satana la banca, si riscontrano nella emissione della Sterlina oro-carta e di tutte le successive monete nominali, tutte le caratteristiche della tentazione di Satana.
Con la costituzione della Banca d’Inghilterra e del sistema delle Banche Centrali, tutti i popoli del mondo sono stati trasformati da proprietari in debitori ineluttabilmente insolventi del proprio denaro. La banca, infatti, prestando il dovuto all’atto dell’emissione, carica il costo del denaro del 200%. L’umanità è così precipitata in una condizione inferiore a quella della bestia. La bestia, infatti, non ha la proprietà, ma nemmeno il debito. È gran tempo ormai  che si comprenda che tutti possono prestare denaro tranne chi lo emette. Con la moneta debito l’umanità è stata talmente degradata che non a caso si è verificato il fenomeno del «suicidio da insolvenza» come malattia sociale che non ha precedenti nella storia. Ciò conferma la Profezia di Fatima: «I vivi invidieranno i morti». Non si possono valutare esattamente le tentazioni di Satana se non le si considerano nel loro contesto globale. Particolarmente significativa, in questo senso, è la terza tentazione (Matteo 4, 8-9): «… Gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro magnificenza, poi disse a Gesù: tutto questo io Ti darò. Se Ti prostri e mi adori». Adorare prostrati significa mettere Satana sull’altare al posto di Dio. Ciò spiega perché gli adoratori di Satana contestano fondamentalmente e necessariamente l’Eucarestia Cattolica.
La circostanza che il Protestantesimo si sia basato sulla contestazione dell’Eucarestia Cattolica ed abbia promosso la costituzione delle Banche Centrali come promotrici della moneta-debito parla da sè. Non a caso il parlamento inglese approva nel 1673 il Test Act: l’editto con cui viene dichiarata illegittima l’Eucarestia Cattolica e la Transustanziazione. Non a caso nel 1694 viene fondata la Banca d’Inghilterra che emette la sterlina sulla regola di trasformare il simbolo di costo nullo in moneta, inaugurando l’era dell’oro-carta. Non a caso nasce la subordinazione del potere religioso a quello politico quando il re d’Inghilterra diventa anche capo della religione protestante anglicana sovvertendo l’ordine gerarchico del Sacro Romano Impero per cui l’autorità politica era autonoma ed eticamente subordinata alla sovranità religiosa. Non a caso quando il Protestantesimo entra in Europa continentale non fonda una chiesa, ma una banca: la Banca Protestante il cui presidente, il Neker, diventa consigliere di Luigi XIV. Non a caso tutte le monarchie cattoliche della vecchia Europa si disintegrano perché si indebitano senza contropartita verso i banchieri per la moneta satanica da questi emessa a costo nullo e che gli stessi re avrebbero potuto emettere gratuitamente per proprio conto senza indebitarsi.
Non a caso in Svizzera vige la regola di essere ad un tempo «banchieri» e «protestanti». Non a caso la differenza essenziale tra Sacro Romano Impero e Commonwealth Britannico è la moneta. Lì il portatore è proprietario delle moneta, qui è debitore. Non a caso, dopo aver tolto Dio dall’altare con la negazione dell’Eucarestia Cattolica e fondata la Banca d’Inghilterra, il Commonwealth raggiunge nel 1855 una estensione di 22 milioni e 750 mila chilometri quadrati. Oggi tutto il mondo è Commonwealth. Tutto il mondo è «colonia monetaria». Satana, principe di questo mondo, è una persona seria: mantiene le promesse fatte a fin di male. Dopo che il male è stato fatto concede ai suoi adoratori il dominio su tutti i popoli del mondo. Su queste premesse ci si spiega anche la tentazione di Satana quando esorta Cristo a gettarsi dalla cima del tempio della Città Santa. Chi è padrone di tutto il mondo e di tutto il denaro del mondo, o perché lo possiede o perché ne è creditore, non desidera sovranità e ricchezza perché già le possiede, ma ha sete di vanagloria. Si giustifica così anche questa tentazione.


GIACINTO AURITI

lunedì 19 settembre 2011

UN MANGA SPECIALE





Galaxy Express 999 e' uno degli anime giapponesi anni 80 piu' significativi che sia mai stato creato. Il suo significato non va ricercato negli eventi che si sussegono bensi' nel significato dei suoi personaggi in relazione allo scorrere degli eventi. 
Sicuramente uno di quei cartoni animati che ogni bambino dovrebbe vedere in sostituzione delle schifezze proposte oggi.
Di seguito posto una breve descrizione del significato dell'anime tratta dal web, al seguente LINK

Il treno non è che la vita, o meglio, quella fase della vita in cui si fanno le esperienze che formano l’individuo; e quindi il passeggero non raggiungerà come meta ciò che si era prefisso, ma più semplicemente la propria maturità. Una legge del Galaxy Express dice che se un passeggero scende dal treno durante una fermata e non rientra in tempo per la partenza, questi muore. Razionalmente perdere il treno e rimanere su un pianeta non dovrebbero per forza di cose portare alla morte un essere umano, ma perdere il treno, in realtà significa proprio perdere la vita. Il Galaxy è la vita che trascorre, il cosmo è la dimensione in cui si muove, ed i pianeti che visita sono ognuno un’esperienza del vivere.

Le tematiche che Matsumoto affronta sono molte, ma fra le più ricorrenti troviamo le ingiustizie sociali e l’antimilitarismo, il sentimento della solitudine e della malinconia, la bellezza delle arti e della natura, i significati della vita e della morte.
Dal punto di vista cronologico, e rispetto alle altre serie, Galaxy Express 999, si colloca come ultima, non solo perché la vicenda ci mostra una tecnologia esasperatamente avanzata o per l’estrema colonizzazione spaziale da parte dei terrestri, ma per ciò che essa significhi.
Quello che vive Tetsuro è infatti la summa di tutte le emozioni e desideri che da giovani abbiamo provato ed ingenuamente ambito, sognando magari di viverle nelle nostre leggende o avventure preferite; tutto quello che poi abbiamo visto sfumare o essersi deformato mano a mano che crescevamo e ci si avvicinava sempre più al mondo degli adulti (questo aspetto, ben evidenziato nel film del ’79, è ripreso sino agli stessi titoli di coda: Tetsuro s’incammina "verso il mondo degli adulti" e il manifesto "wanted" di Harlock svolazza velocemente sopra di lui, come metafora che il tempo di sognare a fianco degli eroi della giovinezza è ormai finito).

D’altro canto, però, l’eterna giovinezza degli uomini meccanici è sinonimo di un "non voler crescere" e di restare per sempre in un limbo interiore che non sente l’esigenza di fare nulla per il suo domani perché infinito; e non è un caso che alcuni finiscono col suicidarsi rimpiangendo il loro vecchio corpo umano. In sostanza, la maturità è vista come meta faticosa e un po’ temuta, ma inevitabile perché fa parte del ciclo naturale della vita, così come la morte. Tetsuro rifiutando il corpo meccanico sceglierà di affrontare la vita come un vero uomo, con i propri limiti ma con un cuore umano.
La figura di Tetsuro è oltretutto vista come una delle ultime speranze per il futuro dell’umanità, sin dall’inizio della storia. Egli viene prescelto da Maeter proprio per il suo animo sensibile, altruista e coraggioso, doti ormai in via di estinzione nella Terra del futuro.
Così come la vicenda, anche Maeter risulta essere un’essenza dal doppio significato. Tetsuro viene scelto, secondo la narrazione, per essere condotto sul pianeta meccanico della regina Promexium per essere trasformato in un valoroso condottiero al suo servizio, ma secondo la metafora è solo un ragazzo che affronta il viaggio verso la maturità.

Nel primo caso Maeter risulta essere una traditrice, cioè l’esatto opposto di ciò che ci era apparsa durante il viaggio, e tutta la figura di protezione, saggezza, e (quasi) perfezione viene distrutta ai nostri occhi per apparirvene un’altra, più subdola, insicura, e ciononostante più umana.
Nel secondo caso è invece solo un’essenza della maternità (il nome Maeter è proprio derivato dalla parola latina "mater", ovvero "madre", pronunciato alla giapponese) e di conseguenza quasi uno spirito. A conferma di questo resta esemplare il finale della storia, in cui, nonostante la disfatta di Promexium e del pianeta Andromeda (quindi senza una seconda motivazione), la vediamo pronta ad intraprendere un nuovo viaggio con un nuovo ragazzo.
Maeter, per questo, è anche un simbolo dello spirito della gioventù, che non muore mai perché si tramanda di generazione in generazione. La sua immortalità, è quindi, non dovuta ad un corpo meccanico (anche se nel finale viene spiegato sommariamente di un processo simile alla clonazione) ma perché Maeter è uno spirito, un’essenza, un simbolo.
Nella lunga galleria, comunque, anche altri personaggi di Matsumoto hanno il privilegio di essere dei simboli.
Capitan Harlock rappresenta l’ideale d’uomo, l’eroe fedele ai suoi principi fino alla morte, anche quando tutto un mondo lo rifiuta e lo considera fuorilegge.
Tochiro, il costruttore dell’astronave Arcadia di Harlock, è il simbolo della genialità e del sacrificio per il prossimo.
Esmeralda è, colei che viene definita l’eterna viaggiatrice, il significato della pura libertà; è strettamente legata a Maeter da un rapporto di sangue.

Durante la serie questi tre personaggi vengono descritti quasi come degli eletti coraggiosi ma temibili (soprattutto perché pirati spaziali), gli unici ad avere le cosmic-guns, le potentissime pistole galattiche capaci anche di uccidere gli uomini meccanici.
In verità Tochiro, che in questa serie è già morto da tempo, viene solo citato indirettamente come valoroso guerriero dal glorioso passato, le cui vestigia (un vecchio cappello traforato da proiettili e l’ambita cosmic-gun) vengono donate a Tetsuro dalla vecchia madre, che vede nel ragazzo un degno erede.
Come già detto per Maeter, anche personaggi statuari e leggendari come Harlock ed Esmeralda, non sfuggono al ribaltamento della loro essenza.
 
Esmeralda la troviamo stanca, malata con un androide al comando della propria astronave, Queen Esmeralda, che ne fa le veci in sua assenza. L’immagine fiera della pirata spaziale è ora sparita, al suo posto vediamo una donna costretta a vivere sotto le lenzuola di un letto, ma ciononostante pronta sempre a mostrare il suo orgoglio incrollabile, confermato anche dal preferire la malattia ad un corpo meccanico.
Capitan Harlock, invece appare in una situazione oscura e decadente così come si presenta: avvolto da una fatiscente cappa col viso sempre in penombra.
L’Harlock che incontrano Tetsuro e Maeter è un tiranno spietato che terrorizza i più deboli, che è vigliacco, e che ha in se tutte le caratteristiche che l’Harlock di un tempo detestava di più; praticamente un’ombra di se stesso.
Tutto si risolverà con lo smascheramento di un impostore uomo meccanico, e con la conferma che il vero capitano era colui che in realtà ha vegliato su Tetsuro più volte fin dall’inizio della vicenda.
Ma aldilà di questo, resta il fatto che per tre episodi Matsumoto abbia voluto mettere in discussione anche una personalità forte come quella del pirata spaziale, illustrandoci che la vera forza dell’eroe è alimentata da un cuore umano.




 "Io sono una donna che esiste solo nei tuoi ricordi: un'illusione che ha preso vita nel tuo cuore di fanciullo".
Maisha

mercoledì 7 settembre 2011

LA VIA DEL MARZIALISTA

La cosa piu' buffa degli sport da combattimento e' la piu' completa assenza di odio quando si sale sul ring, al contrario di quello che i profani potrebbero pensare...
...e soprattutto la consapevolezza che, a differenza di molte altre discipline sportive e non, il corpo  viene percepito per quello che realmente e', ovvero un limite costante, debole e indifeso rispetto a quello che lo spirito vorrebbe raggiungere...
Non esiste un vincitore assoluto, non esiste alcuna potenza devastante.....se non ami il faticoso viaggio per come si presenta, non sarai mai in grado di affrontare alcun avversario...


FEDOR EMILANENKO, L'ESEMPIO DEL PIU' GRANDE FIGHTER DI TUTTI I TEMPI

"Una delle figure che vivono piu' vicino a Dio sono i soldati che partono guerra; essi sono sempre in un limbo fra la vita e la morte; vivono e considerano importante quelle cose che le persone comuni danno per scontate"

San Pio


"Il soldato che non crede in Allah non e' un soldato. Nessun uomo privo di fede morirebbe per nulla in un campo di battaglia, infatti egli considerebbe la vita l'unico bene concesso"

Detto arabo

venerdì 2 settembre 2011

CRITICA CLASSICA AL TAOISMO (in breve)

Ma perché si possa comprendere quel che diciamo e si possano soddisfare i più lenti, o perché almeno siano costretti a confessare il vero gli ostinati, capaci di resistere alla verità più lampante, si chieda loro se la corruzione possa nuocere al corpo di una scimmia. Se la cosa è possibile, in modo che esso diventi ancor più ripugnante, che cosa diminuisce, se non il bene della bellezza? Quindi qualcosa resterà fin quando sussiste una natura corporea. Perciò, se con il consumarsi del bene si consuma una natura, allora la natura è buona. Così diciamo che lento è contrario a veloce, anche se quel che non si muove in assoluto non può nemmeno essere detto lento. Così diciamo che un suono grave è contrario ad uno acuto, o anche uno stridente ad uno melodico: ma se cancelli del tutto ogni forma sonora, c’è il silenzio come assoluta assenza di suono; esso però, in quanto assenza di suono, è normalmente contrapposto alla voce come suo contrario. Così si parla di luminoso ed oscuro come di due contrari: eppure anche ciò che è oscuro ha una qualche luce; se ne è del tutto sprovvisto, allora ci sono le tenebre in quanto assenza di luce, come il silenzio è assenza di suono.


SANT'AGOSTINO (Della Natura del Bene)




E' importante considerare il fatto che la percezione sensoriale del corpo in relazione all'ambiente esterno non e' un valore assoluto ma sempre relativo, non esistendo un'unita' di misura di riferimento alla quale attenersi. Di conseguenza si puo' capire il piu' veloce in relazione al piu' lento, il piu' freddo in relazione al piu' caldo, il piu' lucente in relazione al piu' scuro e cosi' via.
In tale contesto non e' possibile definire quindi il Tao come "unita' degli opposti che si attraggono", postulando il fatto che in Yin e' il contrario di Yang, ed in Yin e' contenuta parte di Yang e viceversa, ma va' intesa come  "ricerca filosofica del giusto mezzo in ogni cosa in relazione ad ambiente esterno e condizioni spazio temporali".